Associazione Nazionale Italiana Tutori e Amministratori di sostegno
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Vademecum per ads: l’apertura dell’amministrazione di sostegno

Pubblichiamo il secondo dei 20 capitoli del “Vademecum per amministratori di sostegno”.

L’Amministrazione di sostegno è la forma di protezione giuridica prevista dal codice civile, introdotta dalla Legge n. 6/2004, che permette alla Persona che ne beneficia di poter essere aiutata da un Amministratore di sostegno. Quest’ultimo può compiere esclusivamente gli atti che il Giudice Tutelare gli attribuisce, in alcuni casi affiancando in altri sostituendo il beneficiario nelle decisioni.

L’amministrazione di sostegno è, dunque, uno strumento diretto a supportare la persona fragile nel compimento di alcuni specifici atti. È uno strumento flessibile e costruito in base alle esigenze e capacità residue dei singoli beneficiari.

I compiti che spettano all’Amministratore sono elencati nel Decreto di Nomina dell’Amministratore (che tratteremo nei capitoli successivi).
L’Amministratore di sostegno nell’esercizio dei propri compiti deve comunque e sempre tenere conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario.
In generale, pertanto, è buona regola che l’Amministratore di sostegno si confronti puntualmente (finché possibile) con il beneficiario in merito alle attività da compiere, riguardando queste la vita dell’amministrato stesso (siano o meno decisioni che può prendere solo l’Amministratore).
L’Amministrazione di sostegno permette di valorizzare le capacità residue dell’amministrato adattandosi alle sue specifiche caratteristiche sociali e personali.

Per tutti questi motivi è importantissimo che l’Amministratore, oltre ad acquisire dimestichezza con le attività amministrative e patrimoniali del beneficiario, sappia relazionarsi, in maniera adeguata e opportuna, ai servizi socio-assistenziali e sanitari per condividere assieme le migliori soluzioni circa l’attuazione del progetto di vita dell’interessato.

In casi straordinari, il Giudice Tutelare:
• può adottare d’ufficio i provvedimenti urgenti necessari per la cura della persona, per la conservazione o amministrazione del suo patrimonio;
• può nominare un Amministratore provvisorio indicando gli atti che è autorizzato a compiere.
L’Amministratore, quando compie atti nell’interesse del beneficiario, deve sempre riferire ad altri che sta agendo in qualità di Amministratore di sostegno (es. nei documenti ufficiali si firmerà come l’Amministratore di sostegno Mario Rossi, etc.).

È utile ricordare che il Buon Amministratore di sostegno:
• non è colui che si occupa esclusivamente di risparmiare i soldi del beneficiario;
• è colui che, valutate le condizioni sociali ed economiche di questi, è in grado, responsabilmente, di comprendere, valorizzare e soddisfare i suoi bisogni con le attività più adeguate, coinvolgendolo (per quanto possibile) nelle scelte;
• è colui che è capace di programmare in modo attento, raccogliendo tutte le informazioni utili, le attività da compiere nell’interesse del beneficiario;
• è colui che non “scarica” sul GT le decisioni (es. “non so cosa fare, come mi devo comportare”);
• è colui che sa proporre al GT le scelte migliori, dimostrandone l’utilità, quando occorre modificare il Decreto di nomina oppure essere autorizzato (es. “intendo disinvestire dei titoli per acquistare un bene oppure ristrutturare casa…”);
• è colui che sa “prendersi cura del beneficiario” coinvolgendo i Servizi (socio-assistenziali e/o sanitari) quando necessario;
• è colui che sa raccogliere, presso i vari Uffici competenti, informazioni quando non è in grado di procedere da solo.

L’APERTURA DELL’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

L’Amministrazione si apre (e quindi si apre il relativo fascicolo indicato da un numero seguito dall’anno di riferimento: es. R.G. 1234/2014) quando il Giudice Tutelare, valutate le condizioni di salute e sociali dell’interessato, adotta un Decreto di Apertura dell’Amministrazione di sostegno.

ATTENZIONE: con l’apertura dell’Amministrazione:

1) il fascicolo di Amministrazione “segue” la residenza/domicilio del beneficiario: pertanto il Giudice Tutelare competente diventa quello del distretto di Tribunale dove si trova la residenza/domicilio effettiva del beneficiario;
2) il beneficiario conserva la propria residenza/domicilio effettiva, presso la quale vengono (salvo diversamente stabilito) inviate tutte le comunicazioni che lo riguardano;
3) le comunicazioni riguardanti l’Amministratore vengono inviate alla residenza/domicilio di questi.

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Tutto il materiale e i contenuti forniti possono essere reperiti all’interno del portale della Città Metropolitana di Torino. Tali contenuti sono stati elaborati a seguito del prezioso confronto tra i magistrati dell’Ufficio del Giudice Tutelare di Torino (VII Sezione civile) e con la Cancelleria tutele del Tribunale di Torino.