Associazione Nazionale Italiana Tutori e Amministratori di sostegno
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vademecum quinto capitolo

Vademecum per l’ads: la relazione sulle condizioni di vita personali e patrimoniali del beneficiario

LA RELAZIONE SULLE CONDIZIONI DI VITA PERSONALI E PATRIMONIALI DEL BENEFICIARIO
Il Giudice Tutelare chiede (con espressa indicazione contenuta nel Decreto di nomina) di relazionare, entro un termine variabile stabilito caso per caso (normalmente 60 o 90 giorni dalla data del giuramento), circa la situazione del beneficiario sotto il profilo delle questioni patrimoniali o personali che l’Amministratore ha dovuto affrontare.
Questa relazione non è propriamente un rendiconto, ma un resoconto utilissimo per poter rappresentare al GT eventuali difficoltà concrete legate alla prima gestione.

Si invita pertanto a redigere tale documento specificando con attenzione:
• quali attività sono state svolte dall’Amministratore (apertura conto; compilazione e consegna modello accertamento condizione patrimoniale,…);
• le eventuali modifiche o integrazioni dei poteri necessari per meglio operare nell’interesse della persona al decreto di nomina;
• gli eventuali problemi avuti con i terzi (es. banca, posta, enti previdenziali,…) nel rappresentare i propri poteri di amministratore;
• l’adeguatezza o meno del limite di spesa previsto dal GT per attendere alle esigenze del tutelato;
• ogni altro elemento utile che si ritiene dover rappresentare al GT.

NOTA BENE – la relazione sulle condizioni dell’amministrato non sostituisce automaticamente le specifiche istanze da presentare al Giudice Tutelare. Se l’Amministratore ritiene necessario richiedere delle modifiche al decreto o autorizzazioni specifiche lo deve fare con un’istanza da depositarsi a parte.

COSA NON PUÒ ASSOLUTAMENTE FARE L’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO: COLLOCAZIONE E SCELTE MEDICHE
L’Amministratore di sostegno, è stato chiarito, compie esclusivamente gli atti che gli sono riconosciuti dal Giudice Tutelare.
Per tutto quanto non previsto dal Decreto di nomina il beneficiario conserva la piena libertà di scelta e di decisione.
Il Giudice Tutelare, pertanto, nel redigere il Decreto di nomina ha ritenuto che solo per alcune attività e non per altre il beneficiario debba essere aiutato, in sostanza ritenendo, per gli atti non previsti dal Decreto, la completa capacità di intendere e di volere del beneficiario.
Poiché quindi, nell’aprire un’amministrazione di sostegno il GT ha valutato che il beneficiario mantiene un ambito (più o meno ampio) di capacità di intendere e di volere, le scelte più intime legate alla sfera della “collocazione” (dove vivere? Nella propria abitazione o in una struttura) e del “consenso ai trattamenti sanitari” (l’insieme delle scelte legate a come essere curato) rimangano sostanzialmente nella sfera di autonomia dell’interessato.

Ne deriva che, se non ci sono indicazioni specifiche nel Decreto di nomina su chi debba decidere in merito alla collocazione e al consenso ai trattamenti sanitari, questi rientrano nella piena autonomia e libertà del beneficiario.
Sull’Amministratore grava sempre e comunque un generale compito di collaborazione con l’interessato facendogli comprendere i vantaggi e gli svantaggi delle scelte sulla sua salute e di relazione al GT circa scelte pericolose per il beneficiario stesso.
Le situazioni eccezionali (es. il Decreto non dice nulla in merito a collocazione e/o consenso al trattamento e il beneficiario è in una situazione critica di temporanea incapacità di intendere e di volere) devono essere valutate caso per caso.
La legge, infine, vieta espressamente, che l’Amministratore possa acquistare diritti o beni del tutelato oppure vendere propri diritti o beni al tutelato.

Introduzione
1° capitolo
2° capitolo
3° capitolo
4° capitolo
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Tutto il materiale e i contenuti forniti possono essere reperiti all’interno del portale della Città Metropolitana di Torino. Tali contenuti sono stati elaborati a seguito del prezioso confronto tra i magistrati dell’Ufficio del Giudice Tutelare di Torino (VII Sezione civile) e con la Cancelleria tutele del Tribunale di Torino.