Associazione Nazionale Italiana Tutori e Amministratori di sostegno
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Intervista ai protagonisti ANITA – la Responsabile della sede locale di Milano

Continuano le interviste ANITA. L’obiettivo di questo appuntamento è quello di condividere con i soci e gli addetti ai lavori, la lunga esperienza dei Responsabili ANITA che ogni giorno collaborano per portare avanti e sviluppare i progetti di formazione e sensibilizzazione in tema di Amministrazioni di sostegno, sostenuti dall’Associazione.

Oggi vi racconteremo l’esperienza associativa dell’avv. Federica Silva, Responsabile della sede locale ANITA Milano e Presidente del Comitato Scientifico ANITA.

Che legame c’è tra essere il Presidente del Comitato Scientifico di ANITA Nazionale e la Responsabile della sede di Milano?

Ancora prima di diventare avvocato, ho conseguito il dottorato in Diritto Privato Comparato all’Università degli Studi di Milano e oggi continuo a collaborare con la cattedra di Diritto Privato Comparato dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca. La mia vocazione primaria è, dunque, quella didattica. Ecco perché, fra gli associati fondatori di ANITA, sono stata quella che ha deciso di dedicarsi al settore dell’Associazione legato alla formazione e alla ricerca.
Questa vocazione caratterizza anche il mio più recente ruolo di Responsabile della sede milanese di ANITA, che vedrà come fulcro della sua attività proprio quella formativa e di studio/aggiornamento.

Ci racconta di qualche prossimo progetto?

In cantiere c’è l’organizzazione del Corso Teorico e Pratico per Amministratori di Sostegno edizione 2016. Si tratta ormai della terza edizione di un corso che ha riscosso molto successo fra i partecipanti, proprio per la sua attitudine pratico-teorica. Anche quest’anno il corso si svolgerà in 6/8 incontri pomeridiani e tratterà gli aspetti teorici e pratici che caratterizzano l’attività di ADS dalla nomina alla cessazione, per le più svariate cause, dell’incarico. Come nelle edizioni precedenti, il corso 2016 vedrà la partecipazione di ospiti esterni, come Giudici, Cancellieri, Assistenti sociali, Psichiatri e Psicologi, Notai, Consulenti del lavoro.

Quest’anno vorrei insistere per la partecipazione sia di un esponente INPS, che possa spiegare la differenza fra le varie pensioni e le modalità di richiesta/ottenimento delle stesse sia di un commercialista, che possa illustrare le scadenze e i diversi oneri fiscali per i Beneficiari. Prevedo che il corso si svolgerà tra Ottobre e Novembre 2016.

Oltre al corso, quali altri progetti formativi sono previsti?

A breve si terrà un convegno su Trust e Amministrazione di Sostegno. Destinatari giudici, avvocati, esponenti di varie associazioni, commercialisti. Fra i relatori vi sarà una docente dell’Università Bicocca esperta di Trust e avvocati del settore. Considerata anche la mia esperienza universitaria nell’ambito dello studio del common law, vorrei che dal convegno emergessero i rapporti che si possono instaurare tra un trust e una procedura di ADS, anticipando già che io sono dell’opinione che i due istituti non possano essere considerati alternativi fra loro – in quanto rispondenti a diverse finalità – bensì, in alcune particolari situazioni, cumulativi. Questi sono i casi in cui è bene delineare i confini fra poteri dell’ADS e del Trustee, i rispettivi oneri e responsabilità, i limiti dell’intervento del Giudice Tutelare e in generale il rapporto fra ADS e Trustee.

Ancora, ho in cantiere un progetto di tavole rotonde mensili o bimestrali fra associati, che avranno ad oggetto temi monografici che possano consentire a chi già svolge questo ufficio di confrontarsi su tematiche di volta in volta poste all’ordine del giorno dai partecipanti. Quante volte, infatti, capita a noi ADS di dover affrontare questioni singolarissime che richiedono un particolare approfondimento dal punto di vista giuridico? In questi casi, spesso spinosi, niente come il confronto fra colleghi può aiutare.

Ancora, nei progetti vi è lo studio della giurisprudenza milanese in tema di ADS, soprattutto in merito all’accoglimento dei ricorsi per le nomine. Sempre più spesso, infatti, sia come avvocato che come esponente di ANITA, vengono posti alla mia attenzione casi in cui i ricorsi per la nomina di ADS, apparentemente e astrattamente fondati, vengono respinti dai Giudici. Ecco, il progetto è quello di delineare i confini della giurisprudenza della sezione IX bis del Tribunale di Milano sul tema, di modo che i colleghi avvocati possano meglio consigliare i propri assistiti, sino essi privati persone fisiche o enti.

Molte altre sono le idee che ho in mente, a partire dalla Rivista dell’ADS e da varie pubblicazioni su tematiche rilevanti.

Quello che mi preme, in ogni caso, è che la formazione sul diritto della protezione giuridica non sia mai fine a sé stessa ma sia utile in concreto agli operatori, che siano colleghi avvocati, giudici, assistenti sociali, medici o famigliari.

Oltre agli incontri formativi, in che cosa si caratterizzerà l’attività della sede milanese di ANITA?

Personalmente vorrei creare maggiori occasioni di incontro (anche conviviali!) fra colleghi avvocati e fra avvocati ed altri operatori (come medici o assistenti sociali): ritengo, come già detto, che il confronto e lo scambio di esperienzasoprattutto fra soggetti preparati – sia il modo migliore di affrontare e risolvere le questioni che si pongono agli ADS. Nella mia esperienza passata certamente saranno capitate situazioni che oggi capitano ad altri colleghi e a cui ho già individuato una soluzione corretta o comunque efficiente. Perché non condividerla?

E allora, quali sono oggi i temi “caldi” che le parrebbe utile condividere?

Certamente il tema della responsabilità dell’ADS e della sua tutela, nel senso proprio di tutela assicurativa. Da un lato, infatti, gli ADS professionisti (intesi come avvocati) ogni giorno svolgono la propria attività assumendosi importanti e gravose responsabilità; dall’altro, molte polizze professionali non coprono affatto l’attività di ADS, in quanto non è considerata – a torto, a mio parere – come professionale.

Altro tema caldo è quello dell’indennità dell’ADS: vi è oggi un’amplissima disparità fra Fori e talvolta persino fra Giudici dello stesso Foro. Ciò che mi sembra, tuttavia, importante è che i Giudici, soprattutto i Giudici non milanesi – che invece questo concetto lo hanno ben chiaro, comprendano come l’ufficio di ADS sia estremamente oneroso per un avvocato, tanto in termini di tempo impiegato quanto in termini di responsabilità assunte.