Associazione Nazionale Italiana Tutori e Amministratori di sostegno
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Il reato di abuso di ufficio a carico dell’amministratore di sostegno e del Giudice Tutelare

Con una decisione molto recente la giurisprudenza di legittimità(1) ha colto l’opportunità di pronunciarsi sulla questione della configurabilità, a carico dell’amministratore di sostegno, del reato di abuso d’ufficio.

Nel caso di specie la Corte ha rigettato i ricorsi proposti da un giudice tutelare (D.V.G.M.) e da un AdS (B.T.) riconosciuti responsabili di concorso in tentato abuso d’ufficio (artt.110, 56, 323 c.p.) nei gradi precedenti(2). Nella motivazione, dopo aver ribadito ancora una volta come l’AdS rivesta la qualifica di pubblico ufficiale ai sensi dell’art.357 c.p., i giudici pongono in luce il dovere di astensione dello stesso AdS in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi previsti dalla legge, tenuto conto che egli deve primariamente tenere conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario (art.410 c.c.). Poiché in questo caso la condotta è consistita nella violazione del dovere di astensione da parte dell’amministratore e dalla conseguente mancata negazione dell’autorizzazione da parte del giudice tutelare, è stata ritenuta sufficiente la produzione – o nel caso di delitto tentato della prospettazione – di un danno per taluno o di un vantaggio patrimoniale per sé o per altri a che il reato possa dirsi consumato.

Avv. Patrizia Pancanti per l’Associazione ANITA


NOTE
1. Cassazione penale sez. VI, 27/09/2018, (ud. 27/09/2018, dep. 02/11/2018), n.49923
2. Nel caso di specie il giudice tutelare aveva conferito all’AdS «l’autorizzazione ad acquistare per conto
dell’amministrata B. un immobile di proprietà di C.F., coniuge della B.T., a prezzo superiore a quello di mercato e sul quale gravava ipoteca a garanzia di un mutuo acceso personalmente dalla stessa B.T., acquisto non perfezionatosi per la determinazione, successivamente intervenuta, del venditore di non volere più addivenire al rogito, in concomitanza con l’avvio della procedura di separazione personale dalla moglie conclusasi con addebito a suo carico»