Associazione Nazionale Italiana Tutori e Amministratori di sostegno
Tel. 02 54108146 info@sostegnoanita.it

calendario

Avete dimenticato di versare i contributi da lavoro domestico? Ecco cosa fare

Avete dimenticato di versare i contributi da lavoro domestico?
Il termine per il pagamento dei contributi INPS di colf, badanti e baby-sitter, relativi al terzo trimestre 2016, è scaduto il 10 Ottobre 2016.
Per tutti i datori di lavoro che non hanno rispettato la scadenza saranno applicate delle sanzioni.

Le sanzioni cambiano in base al comportamento tenuto dal datore di lavoro e alle altre circostanze che possono giustificare un ritardo nel versamento.

Questi i casi definiti dal legislatore:

Omissione contributiva: si concretizza in presenza di mancato o ritardato pagamento dei contributi rilevabili da denunce e registrazioni obbligatorie.
Evasione contributiva:
si concretizza in presenza di una inadempienza, accertata dall’ufficio o consolidatasi oltre un anno dalla scadenza di legge, legata a registrazioni o denunce obbligatorie omesse o non conformi al vero (il caso più diffuso è la mancata iscrizione all’INPS).
Evasione denunciata spontaneamente: si concretizza in caso di regolarizzazione spontanea da parte del datore di lavoro, prima di contestazioni o richieste da parte degli enti impositori, e comunque entro 12 mesi dal termine di pagamento e sempre che il versamento venga effettuato entro 30 giorni dalla denuncia (la mancata osservanza dei termini rende applicabili le sanzioni previste per l’evasione).

Per ognuno di questi tre casi è prevista una sanzione pecuniaria diversa.

per l’omissione contributiva il datore di lavoro è tenuto al pagamento di una sanzione civile, in ragione d’anno, pari al tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema (ex tasso ufficiale di riferimento) maggiorato di 5,5 punti fino ad un massimo del 40% dell’importo dei contributi dovuti e non versati alle scadenze di legge (sanzione civile pari, ad oggi, al 5,75% in ragione d’anno = tasso di interesse dello 0,25% maggiorato di 5,5 punti);

per l’evasione contributiva il datore di lavoro è tenuto al pagamento di una sanzione civile pari, in ragione d’anno, al 30% il cui ammontare non può essere, in ogni caso, superiore al 60% dell’importo della stessa contribuzione non versata entro la scadenza di legge;

per l’evasione denunciata spontaneamente la sanzione civile sarà la medesima di quella prevista nel caso di omissione (sanzione civile pari, ad oggi, al 5,75% in ragione d’anno = tasso di interesse dello 0,25% maggiorato di 5,5 punti).

Per ulteriori informazioni contatta la segreteria ANITA